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Inviato: Mar Apr 22, 2008 9:06 am Oggetto: La chitarra elettrica
La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il suono viene quindi prelevato all'uscita dello strumento e convogliato in un apposito amplificatore affinché il volume dello strumento sia reso udibile. Appartiene alla famiglia degli strumenti cordofoni.
Tipi di chitarre
Per approfondire, vedi la voce Tipi di chitarra elettrica.
Solid Body
Le più diffuse chitarre del rock e dei generi affini, le solid body non hanno una cassa di risonanza, bensì un corpo di legno pieno (raramente di altri materiali quali resine sintetiche, resine acriliche, plexiglas e quant'altro) . La forma del corpo, il legno con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up utilizzato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento. Esistono tre principali tipi di solid body: "Bolt-On Neck" ("manico avvitato"), cioè con manico avvitato al corpo (es: Fender Stratocaster), "Neck Through Body" ("manico attraverso il corpo") cioè con manico che percorre l'intera lunghezza della chitarra, corpo compreso (es: Ibanez RGT), e "Set-In-Neck" (o "Set-Neck") ("manico attaccato") cioè con manico incollato al corpo della chitarra (es: (Gibson Les Paul). I legni principalmente utilizzati sono: per il primo tipo, ontano e tiglio per il corpo, acero per il manico, eventuale ricopertura in palissandro per la tastiera; per il Neck Through, mogano per il corpo, frassino o acero per il manico, palissandro per la tastiera; per il Set-Neck generalmente si utilizza mogano sia per il corpo che per il manico, e palissandro per la tastiera. Ovviamente è solo una vaga generalizzazione, esistono infatti tantissimi modelli che usano legni diversi da questi citati. Le chitarre costruite in Asia possono utilizzare legni locali, come l'agathis al posto dell'ontano e il nato al posto del mogano, che hanno rese acustiche simili. Anche il PVC è stato utilizzato per realizzare delle chitarre solid body, e più recentemente si stanno utilizzando materiali compositi con sagomature interne per replicare la timbrica dei vari legni.
Buca ad "effe" in una chitarra semi-hollow.La chitarra acustica invece presenta una cassa di risonanza con due tradizionali fori di espansione a forma di F posti ai lati delle corde, similmente ai fori presenti su altri strumenti a corda, come il violino. Alcune chitarre semi-acustiche presentano un foro (buca o rosa) tipico della chitarra classica, e sulla parte laterale della cassa armonica sono posizionati la presa per il cavo e gli appositi controlli per regolare volume, tono, equalizzazione ecc. La ricerca di un compromesso tra le sonorità calde delle semiacustiche e il migliore controllo delle risonanze indesiderate agli alti volumi delle solid body ha dato poi origine a un sottotipo delle semi-acustiche, le cosiddette "semi-hollow". Queste chitarre adottano un corpo di minore spessore in cui, al posto di un'unica cassa, sono presenti due casse di ridotta entità ai lati mentre la parte centrale del corpo è in legno pieno.
L'uso delle chitarre semiacustiche a cassa interamente vuota (archtop) è prevalente nella musica jazz, mentre le chitarre a cassa parzialmente piena hanno trovato terreno fertile nel rock and roll e nel blues.
Origini
La storia della chitarra elettrica inizia quando si avvertì l'esigenza di uno strumento che avesse alcune caratteristiche proprie della chitarra (specialmente per quanto attiene alle modalità di esecuzione), ma che potesse suonare insieme agli altri senza esserne sovrastato dal volume di suono. Con la nascita di orchestre jazz e blues, ci si rese conto del problema della limitata amplificazione delle chitarre acustiche. Diversi costruttori cercarono di ovviare al problema costruendo strumenti che consentissero un volume maggiore, con una tonalità simile a quella della chitarra classica.
Lloyd Loar progettista alla Gibson dal 1920 al 1924 condusse i primi esperimenti mediante l'adozione di rilevatori in prossimità delle corde. Il concetto di chitarra elettrica deve però molto alle intuizioni di Adolph Rickenbacker, che nel 1931 realizzò il primo pick-up elettromagnetico (un dispositivo elettronico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi di tipo elettrico) ed iniziò ad applicarlo ai normali strumenti acustici, creando una chitarra hawaiana elettrica chiamata frying pan guitar in due modelli A22 e A25.
Nel 1935 la Gibson inizia la produzione del modello ES 150, una chitarra con cassa di risonanza e aperture a "f" sulla tavola e un unico pick-up. Il modello riscosse un grande successo. Finalmente la chitarra, grazie all'amplificazione, poteva inserirsi meglio nelle formazioni del tempo, senza essere sovrastata dal volume degli altri strumenti.
Evoluzione
Molti si cimentarono nella costruzione di chitarre elettriche, limitandosi di fatto ad amplificare il suono di strumenti acustici. Se da una parte la presenza di una cassa armonica combinata ad un pick-up produceva un suono pastoso e ricco di armoniche, dall'altra presentava una serie di svantaggi, tra cui il più fastidioso era l'effetto noto come "feedback acustico". La cassa dello strumento entrava in risonanza (effetto Larsen) con il suono emesso dall'amplificatore, creando echi, armonici e fischi di difficile gestione. Col risultato di un suono sgradevole di difficile definizione.
Nel 1941 Les Paul crea per la Epiphone un prototipo, la The Log, che parzialmente limitava il problema del feedback. Lo strumento è sostanzialmente una chitarra acustica attorno a un blocco di legno massiccio: la prima chitarra semi solid. Questa idea fu ripresa e perfezionata dalla Gibson per il suo modello ES 335 TD.
Nel 1946 Paul Bigsby, estroso costruttore di motocicli passato a costruire chitarre, e Merle Travis, suo amico, costruiscono una chitarra molto innovativa. Anche se prodotto in modo classico, lo strumento presenta un corpo alto solo cinque centimetri, e un disegno molto originale sia del corpo stesso che della paletta. Il corpo, grazie ad un'asimmetria del disegno attorno al manico, permette di raggiungere agevolmente il ventesimo tasto, mentre la paletta monta chiavette per l'accordatura disposte solo sul lato superiore. Si risolvono quasi completamente i problemi di risonanze indesiderate. Inoltre, Bigsby introdurrà una ulteriore innovazione inventando un sistema che consente di agire sulla intonazione delle corde mediante una leva la cui corsa è contrastata da una molla. Nasce così il ponte tremolo (da non confondere con l'effetto tremolo, che è tutt'altra cosa).
Nel 1948 Leo Fender, tecnico progettista di amplificatori, dà una svolta definitiva e crea la Broadcaster, una chitarra con due pick-up single coil miscelabili e con il corpo pieno in legno massiccio che annulla completamente le risonanze indesiderate e aumenta il sustain delle corde, sviluppando il concetto di chitarra solid body. La Broadcaster, costruita inizialmente solo per presentare i propri amplificatori, attinge a molte delle innovazioni introdotte dalla chitarra di Bigsby e Travis, ma le fa sue migliorandole notevolmente. Il disegno del corpo e della paletta, anche se ispirato molto alla linea di Bigsby, è più sobrio e moderno, ma soprattutto più razionale. Inoltre lo strumento di Leo Fender presenta un vantaggio fondamentale: le fasi di costruzione e assemblaggio delle parti che compongono lo strumento sono molto semplificate. Questo si traduce nella possibilità di automatizzare il processo di produzione e di conseguenza produrre gli strumenti in serie, con costi notevolmente più contenuti. Il successo è enorme, tanto che la Broadcaster, divenuta poi Telecaster, viene prodotta dalla Fender ancor oggi.
Particolare del ponte di una StratocasterNel 1953 Leo Fender crea la chitarra che diverrà nel tempo una pietra miliare del settore e più in generale della musica rock/blues: la Stratocaster. Solid body come la precedente, ha però un design capace di restare moderno nel corso dei decenni: i pick-up, single coil, sono tre e sono montati su un originalissimo battipenna sul quale sono alloggiati, oltre al selettore per scegliere il pick-up desiderato, anche tre potenziometri: uno per regolare il volume e due di regolazione tono. Altro fattore di grande importanza è la leva del tremolo, totalmente rivoluzionaria per quel tempo. A differenza delle altre dell'epoca poste tra l'attaccatura delle corde e il ponte, questa è un tutt'uno con il ponte stesso, evitando fastidiose scordature. Anche il ponte è innovativo, ogni corda appoggia su una sua "selletta" che dispone sia della regolazione in altezza sia in lunghezza, permettendo un'intonazione perfetta e una distanza delle corde dalla tastiera (action), personalizzabile.
La Stratocaster viene ancora prodotta ininterrottamente dal 1953. Oggetto di innumerevoli imitazioni e varianti, è ad oggi contemporaneamente un punto di partenza e il punto di arrivo dell'evoluzione delle solid body. La Stratocaster è una chitarra molto apprezzata per la sua versatilità, utilizzata intensivamente sia nel rock, sia in altri generi.
L'unica chitarra che ha potuto "competere" in termini di importanza e notorietà è la Gibson modello Les Paul del 1952. Stilisticamente degna della "rivale", si avvicina di più al disegno di Bigsby-Travis, ma ha forme più fluide e meno spigolose. Caratteristica saliente è l'uso di due pick-up humbucker, più potenti dei single coil e dalla timbrica più "nasale". Le regolazioni di tono e volume sono affidate ad una coppia di potenziometri e ad un selettore per miscelare il suono dei due pick-up. Il ponte non ha la leva del vibrato, la regolazione dell'action delle corde avviene con due ghiere poste ai lati che sollevano o abbassano tutte e sei le corde contemporaneamente. L'intonazione invece può essere regolata singolarmente corda per corda.
Lo strumento è rimasto sostanzialmente immutato rispetto le intuizioni di Leo Fender e Les Paul, lo sviluppo attuale verte principalmente sull'acquisizione e manipolazione del suono da parte dei pick-up. Il bisogno di dialogare con interfacce digitali come il MIDI ha portato alla creazione di pick-up esafonici e convertitori analogico-digitali in grado di tradurre il segnale analogico in segnale digitale con accuratezza. Ottenuto un segnale in forma digitale lo si può immettere in un generatore di suoni campionati (expander) per avere a disposizione una varietà strumentale virtualmente infinita. Quest'utilizzo dello strumento è però oggetto di critiche da parte di chi vede gli expander e i campionatori come strumenti che, permettendo la riproduzione di qualsiasi tipo di strumento registrato in precedenza, snaturalizzano e avviliscono le peculiarità tipiche della chitarra.
Effetti
Moonlander, Lee Ranaldo, Sonic Youth, Yuri Landman, 2007Al suono prodotto dalla chitarra elettrica vengono spesso applicati effetti che alterano il suono e lo rendono più adatto al genere musicale eseguito. Fra questi l'overdrive e la distorsione, molto apprezzati nel rock, nella pop music e solo l'ultima onnipresente nell'heavy metal e negli stili affini. Spesso ai precedenti si associa il pedale wah-wah, molto in voga negli anni 60-70. Fra gli altri effetti applicati con successo alla chitarra elettrica, si possono citare delay, riverbero, chorus, flanger, phaser, octaver, pitch shifter che vanno inseriti quasi esclusivamente nel "Loop Effetti" dell'amplificatore (il "Loop Effetti" o la "Mandata e Ritorno" si colloca tra preamplificatore e finale di potenza); questi tipi di effetti sono sconsigliati in una mandata e ritorno di tipo "seriale", sono altrettanto consigliati se il proprio amplificatore dispone di una mandata e ritorno in "Parallelo". Anche alcuni processori dinamici come il compressore e il noise-gate vengono applicati al segnale della chitarra per modificare l'inviluppo del suono.
Tecniche
Nonostante la presenza di un gran numero di effetti dei più svariati tipi, l'abilità del chitarrista resta l'elemento più importante nell'esecuzione delle varie tecniche, divenute nel corso del tempo parte integrante dell'istruzione musicale di coloro che si avvicinano a questo strumento. Fra le tecniche più famose e comuni vi sono: il bending, il vibrato, lo slide, il palm mute, il legato (musica), hammer on e pull off, il tapping e lo sweep-picking. _________________ Anna Barraco
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Inviato: Mar Giu 17, 2008 10:24 am Oggetto: Re: La chitarra elettrica
Anna Barraco ha scritto:
Tecniche
Nonostante la presenza di un gran numero di effetti dei più svariati tipi, l'abilità del chitarrista resta l'elemento più importante nell'esecuzione delle varie tecniche, divenute nel corso del tempo parte integrante dell'istruzione musicale di coloro che si avvicinano a questo strumento. Fra le tecniche più famose e comuni vi sono: il bending, il vibrato, lo slide, il palm mute, il legato (musica), hammer on e pull off, il tapping e lo sweep-picking.
Allibisco di fronte a cotanta competenza.
Devo aggiungere una nota tecnica che contraddistingue il lo stile Rock o Heavy Metal che è definita "power chord".
Significa, in sostanza, che quando si va a fare un accordo utilizzando, come quasi sempre accade, un suono distorto generalmente si utilizza la tecnica del barrè ridotta a 2 o 3 corde. Nel primo caso si suonano la tonale e la quinta, nel secondo caso si suonano tonale, quinta e ottava. Questa tecnica garantisce un suono potente, una gran botta e una buona velocità di esecuzione di qualsiasi cosa in quanto per passare da un accordo ad un altro non occorre reimpostare completamente la mano sinistra (come si fa quando si suona ad accordi "pieni") basta semplicemente "spostare" la mano mantenendone inalterata la diteggiatura. Il fatto di suonare accordi in questo modo semplifica notevolmente la vita del chitarristi Rock in quanto ci si può "dimenticare" di tutte le varianti possibili (maggiore, minore, settima, diminuiti ecc.) degli accordi delegando l'amico bassista a "colorare" il nostro power chord come il pezzo impone. _________________ The Noise.
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Innanzitutto mi scuso per la confidenza con la quale passo a rispondere a COLORO che così gentilmente hanno posto il questito....
Attualmente, Emanuele, dispongo delle seguenti chitarre:
- Gibson SG Standard del '92 (chitarra "ufficiale")
- Benson Made in Korea (che mi serve sul palco di scorta)
- Acustica Charvel 6 corde elettrificata (godosissima)
- Acustica pura a 12 corde
Amplificazione:
- Ashdown FallenAngel 60W Testata/Cassa a valvole
- Marshall AVT150 a transistor Combo 4 canali
- Marshall 30w (detto "il Cucciolo") per studiare a casa e per quando mi serve veramente POCO volume
In aggiunta a questo materiale ci sono svariati pedalini tipo equalizzatore, noise gate, line switcher, wha wha e pedalame vario per il controllo delle testate degli amplificatori e, spero domani, mi dovrebbe arrivare un nuovo attrezzo acquistato proprio per il liscio che è il processore Digitech RP350. Praticamente trattasi di un multieffetto (con simulazione di ampli tra l'altro) per chitarra in grado di far suonare la mia SG con un suono veramente PULITO riducendo il naturale Gain dei pickups originali che sono pensati per l'hard rock e non certo per il liscio. Dalle prove che ho fatto credo di riuscire ad ottenere ottimi risultati senza andarmi a comprare una Fender Strato originale che costa una follia. Al momento l'attrezzatura è più o meno tutta qui... ah dimenticavo, ovviamente svariati Km di cavetteria varia per connettere il tutto. Ogni live è un trasloco.
_________________ The Noise.
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Innanzitutto mi scuso per la confidenza con la quale passo a rispondere a COLORO che così gentilmente hanno posto il questito....
Perchè ti devi scusare?
Il forum è un punto di incontro,di svago,e si parla di strumenti,musica,e abbiamo delle discussioni dove parliamo pure di noi..
Quindi hai fatto benissimo a parlarci della tua attrezzatura,a parte che era anche una mia curiosità.
Complimenti,sei davvero attrezzato bene _________________
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Mah, guarda, non sono mai attrezzato abbastanza.. e la dimostrazione è quell'aggeggio che ho comprato per suonare il liscio perchè NON sono soddisfatto del suono che avevo alle prove. Non so... forse è una sindrome da chitarristi ma quando senti il "suono" di qualcun altro pensi sempre che sia migliore del tuo per qualche ragione e hai sempre voglia di accaparrarti qualche giochino nuovo... la chiamiamo GAS (Gear Acquisition Sindrome)... capita anche a voi fisarmonicisti?! _________________ The Noise.
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